Geografie umane: un momento di arte fotografica diffusa

Geografie umane: un momento di arte fotografica diffusa

Il Festival Fotografico Europeo giunge alla sua XIV edizione e, per chi come me lo segue con passione sin dal suo primo debutto, è un orgoglio vedere come questa creatura sia cresciuta, diventando un punto di riferimento imprescindibile per il panorama culturale non solo locale, ma internazionale…

Il mio rapporto con il direttore Argentiero
Conoscere Claudio Argentiero, curatore artistico e anima dell’Archivio Fotografico Italiano, da così tanto tempo significa aver visto l’evoluzione di un progetto che ha saputo trasformare il territorio in una galleria a cielo aperto.

Quest’anno il tema scelto è “Geografie umane”, un titolo che promette di esplorare le infinite sfumature dell’animo e dei popoli attraverso l’obiettivo. Il Festival, che si terrà dal 7 marzo al 26 aprile 2026, si conferma ancora una volta come un evento “diffuso”, capace di creare una vera e propria rete culturale.

Legnano: il cuore del Festival in tre location d’eccezione

Come sottolineato dal direttore Claudio Argentiero, la tappa di Legnano vedrà l’esposizione di nove mostre distribuite su tre sedi prestigiose:

Cortile del Castello: un’altra suggestiva cornice che accoglierà una delle mostre della rassegna.

Palazzo Leone da Perego: ospiterà sette mostre, tra cui quella del russo Emil Gataullin, impreziosita da tele provenienti dal lascito Giuseppe Paganini.

Gallerie Cantoni: sede di una delle esposizioni in programma.

Il tema: Geografie Umane

Il tema “Geografie umane” conoscerà molte declinazioni stilistiche, da quella documentaristica di Monika Bulaj a quella di taglio più umanistico di Emil Gataullin, dalla vena narrativa di Murat Yazar a quella poetico-intimista di Antonella Monzoni. Ad arricchire una delle mostre a Palazzo Leone da Perego, quella del russo Emil Gataullin, saranno due tele, “Manifestanti di fronte alla casa bianca di Mosca” di Giancarlo Balansino e “La Famiglia” di Luciana Manelli, provenienti dal lascito di Giuseppe Paganini, il bancario benefattore che, nel 2023, ha fatto dono al Comune della sua collezione di opere. Con l’esposizione di queste due tele comincia il percorso di valorizzazione del lascito, che diventa così patrimonio della comunità.

Una rete culturale: la Valle Olona e l’Altomilanese

Ciò che rende questo festival unico è la sua capacità di uscire dai confini cittadini per coinvolgere l’intero territorio.
La XIV edizione non si limita a Legnano, ma tesse una trama che unisce i comuni di Legnano, della Valle Olona, da Busto Arsizio a Olgiate Olona, passando per Castellanza e Cairate.

Questa struttura a rete permette di valorizzare non solo gli artisti affermati ma anche talenti inediti, offrendo uno spaccato visivo che spazia dal documentarismo alla poesia intimista.

L’inaugurazione ufficiale della tappa legnanese è prevista per sabato 7 marzo alle ore 18.00 presso Palazzo Leone da Perego. Un appuntamento imperdibile per immergersi nelle “geografie” di un’umanità che la fotografia, nelle mani di Claudio Argentiero e del suo team, sa raccontare con rara intensità.

Una serata “toccante” a Donne In•canto con Marta Ferradini Quartet

Una serata “toccante” a Donne In•canto con Marta Ferradini Quartet

Una serata straordinaria  e toccante al Castello di Legnano con Marta Ferradini Quartet in “Di Rose e di Spine” Live, un viaggio nella musica d’autore italiana e francese. Salvatore Forte attuale presidente della fondazione Ticino Olona ha dedicato il concerto ad Alberto Lazzarini consigliere e fondatore della Fondazione Ticino Olona, recentemente scomparso. A metà percorso un primo bilancio del direttore artistico Giorgio Almasio. Seguimi…

Donne  In•canto 24

Seguo Donne  In•canto dalla prima edizione, il festival al femminile di Giorgio Almasio che tra i vari valori ha quello di creare “sinergie” con le amministrazioni comunale, ben 14 con Parabiago Comune Capofila, il territorio e i partners ovvero imprenditori locali “visionari”  (nonché con le scuole dell’altomilanese). Quest’anno, come ogni anno, è dedicato alla francese Joséphine Baker e alla afro-americana Nina Simone ed a Lei/loro si è ispirata Marta Ferradini nel suo “progetto” per Donne  in•canto al Castello di legnano. .

Tra le tante cose che a me piacciono, oltre alla “sinergia-rete” tra pubblico privato, c’è la solidarietà verso chi è in difficoltà e che il festival, dietro prenotazione, è completamente gratuito (cosa rara oggi!). Questi valori sono stati rafforzati dal Presidente di Fondazione Ticino Olona che ha annunciato: “Questa sera abbiamo raccolto 1200 euro che andranno a chi è in difficoltà. Colgo l’occasione per comunicare cheil concerto è dedicato ad Alberto Lazzarini, fondatore della fondazione , recentemente scomparso”.

Il Concerto di Marta

E dopo le emozioni per le dediche del presidente Salvatore Forte, le altre emozioni sono arrivate dalla location, una luna “invadente” ha fatto da compagnia alla serata, e dalla voce di Marta Ferradini, che ha “toccato” dentro ognuno di noi presenti e non si è risparmiata. Marta Ferradini, Interprete e docente, a fine serata ha salutato una sua amica universitaria, la legnanese, Aurora Re. E per la parte artistica, Marta, figlia d’arte con Simone Rossetti al Violini, Luciano Pesce alle tastiere, Porro Marras alla chitarra, hanno proposto un percorso nella canzone cantautorale italiana ed internazionale dedicata alla emancipazione della donna e non solo! Marta ha “sciolto il “caldo” con “Maria Rossa (richiesta anche nel bis con  …), e poi un viaggio nella migliore musica italiana e cantautorale come “L’anno che verrà” di Dalla, rivista e ri-studiata( rivoluzionaria!), oppure “Teorema” reinterpretata in chiave soft nel finale. E durante il concerto, dedica a Joséphine Baker con “Vieux” e a Nina Simone con la toccante “Feelin Good”. La sua musica è di denuncia verso i ritmi frenetici, la distruzione dell’ambiente, l’amore che per Marta, ed anche per me, è come “Una Rosa che ha tante spine”. Devo dire che da tempo non ascoltavo musicisti che in prima persona si mettono in gioco. Poi brani inediti o alcuni scritti con papà Marco. “Figlia d’arte non mente” ma ieri ho sentito tanto tanto di Marta. Grazie!

Rane nella pancia

Le interviste

Prima del Concerto, non potevo non scambiare due battute con i protagonisti della serata, Ovvero Giorgio Almasio direttore artistico, Salvatore Forte, presidente della Fondazione Ticino Olona e l’assessore alla cultura del Comune di Legnano, Guido Bragato ed ovviamente Marta, che si è trattenuta fino a tarda serata con Fan, giornalisti e non ha disdegnato Selfie, compreso il Sindaco, Lorenzo Radice giunto successivamente.
“Siamo arrivati alla fine del primo ciclo ed abbiamo avuto sempre sold out. Vuo dire che il festival  Donne  in•canto è atteso e soddisfa i cittadini che restano in città. La rete funziona e con la Fondazione c’è un legame molto stretto perché abbiamo le stesse finalità”, ha affermato il direttore artistico.
E di finalità, ne ha parlato anche il presidente di Fondazione Ticino Olona, Salvatore Forte che ha aggiunto” Il nostro obiettivo è di creare comunità nella solidarietà Questi eventi aiutano ed aiutano a far cultura…al femminile”. E di attenzione alle donne, ne ha parlato, in chiusura anche l’assessore di Legnano, Guido Bragato: “Il tema della donna ci sta molto a cuore. Ben vengano festival come Donne  in•canto che sono attenti al problema della questione femminile”
(Per altre interviste vedi canale YT Iviaggi di enzo)

Donne e solidarietà

Donne e solidarietà: il festival guarda anche a chi è in difficoltà. Dedica una parte degli introiti con donazioni alla “Valigia di salvataggio”. E’ un progetto ideato da Barbara De Rossi nel 2017, che accoglie le donne vittime di violenza ed il termine valigia realmente è una valigia pronta con “cose” di prima necessità per chi deve “scappare” dalla violenza.
Il direttore artistico Giorgio Almasio ha ricordato che dal 2017 a oggi il Festival ha raccolto 25.000 euro

Curiosità

Il periodo: da maggio a ottobre (circa 6 mesi di cultura diffusa con in finale, l’assegnazione del Premio “Donna In•canto 4ª Edizione”.

Dove. Essendo diffuso riguarda 14  comuni dell’Altomilananese a partire da Parabiago.

Il Manifesto di Marta