Sanremo oltre la musica: Riti, cibi e ritrovi

25 Feb 2026

Mancano poche ore alla “prima” di Sanremo 2026. Ho avuto il piacere di essere li nei giorni precedenti e sono rimasto colpito da alcuni riti, scaramanzie. Se volete davvero capire come sta andando il Festival di Sanremo, non fermatevi alle luci dell’Ariston o alle pagelle dei critici. Esiste un altro Festival, più autentico e decisamente più adrenalinico, che si consuma tra i tavolini di Piazza Bresca. È qui che artisti e addetti ai lavori si rifugiano per sfuggire all’assedio, ed è qui che ho passato queste ore di vigilia, osservando come il “sentiment” della gara passi spesso attraverso un bicchiere o un piatto tipico…

La colazione dei campioni: aglio e scaramanzia

Dimenticate i classici cornetti. Quest’anno il vero talismano contro l’ansia da prestazione è la Sardenaira.

Si dice che diversi “Big” storici, come Marco Masini, abbiano adottato il rito della tipica focaccia ligure con pomodoro, acciughe e soprattutto aglio come colazione scaramantica.

Nei forni locali le teglie sono vuote già alle 10 del mattino: è “l’alito della vittoria” che scaccia la tensione prima di salire sul palco.Per i più giovani, come Alfa o i nomi dell’indie,

il vizio è invece salutista: lo shot allo zenzero e limone. Un rito per proteggere le corde vocali che segna il passaggio dal classico amaro del dopofestival al professionismo estremo voluto per questa edizione da Carlo Conti.

La geografia dei ritrovi: dove nascono le hit

In Piazza Bresca, ogni locale ha la sua anima e i suoi segreti:

  • Sottocoperta: Con il suo stile che ricorda l’interno di una barca, è l’osservatorio privilegiato per gli aperitivi lunghi. Qui i cantanti, spesso costretti a saltare la cena per le prove, si rigenerano con “taglieri infiniti” e analcolici alla frutta per stemperare l’attesa.
  • 21 Bistrot: Se cercate un’atmosfera più jazz e discreta, questo è il posto giusto. È qui che si possono intercettare “incontri impossibili” tra potenti discografici e giovani esordienti davanti a un calice di Vermentino ligure. Si mormora che persino grandi ospiti come Eros Ramazzotti o Alicia Keys cerchino qui un momento di relax.
  • Ristorante Da Vittorio: Una vera istituzione dove le pareti parlano di decenni di VIP. Se vedete un artista ordinare un piatto di Gamberi Rossi di Sanremo, sappiate che quello è il “piatto della vittoria”, consumato con fiducia alla vigilia della gara.

Il battito del caffè e della fatica

Ma il Festival non è solo per chi canta. Tra la Gintoneria e la Birreria del Porto, si radunano i tecnici e i fonici della Rai.

Qui domina il “caffè veloce al banco” o il “caffè triplo”, necessario per reggere i ritmi forsennati fino alle 2 di notte mentre si discute della scaletta. È il racconto di chi il Festival lo monta fisicamente, bullone dopo bullone, lontano dai riflettori ma con la stessa, incredibile frenesia.

In definitiva, mentre all’Ariston si contano i fiori, a Piazza Bresca si contano i bicchieri svuotati. È tra l’odore di aglio e quello della caffeina che si capisce davvero chi è teso e chi, forse, ha già la vittoria in tasca.

Consigliati