Lunedì 9 novembre, al Multisala Impero di Varese, il Soroptimist Club Varese ha promosso l’evento “Soroptimist in Cinema”, una serata di solidarietà e riflessione incentrata sulla proiezione di “Se domani non torno”, la pellicola diretta da Paola Randi che racconta la quotidianità e gli affetti della famiglia di Giulia Cecchettin prima che la tragedia sconvolgesse per sempre le loro vite…

Un grazie all’”Ecclettica” Russo
Scrivo di questa iniziativa con un piacere del tutto particolare.
Da un lato per la stima e la consolidata amicizia che mi lega a Marilena Russo, soroptimista e mente ideatrice di questa preziosa serata; dall’altro per la convinzione profonda che su temi drammatici come il femminicidio e la violenza di genere non si debba mai, in alcun modo, abbassare la guardia.
Inoltre è con immenso piacere che l’attrice che interpreta Giulia, Sabrina Martina è la studentessa del liceo Galileo Galilei di Legnano . In qualità di past docente dobbiamo riflettere e far riflettere, in ogni ambiente, dalla scuola alle associazioni, alle istituzioni per creare una cultura basata sul rispetto e sulla parità.
E l’iniziativa lodevole di Soroptimistic va proprio in questa direzione.
“Guarda i segnali”: la prevenzione parte prima del dramma
Il valore aggiunto di questa serata sta nel cambio di prospettiva. La presidente di Soroptimist Varese, Paola Fantoni, e la stessa Marilena Russo hanno voluto costruire un evento che non si limitasse a commemorare o a dire genericamente “no alla violenza”, ma che aiutasse a riconoscere i segnali spia (Read the Signs):
il controllo asfissiante, l’isolamento dagli affetti, la manipolazione, la svalutazione e quella gelosia malata che si traveste da possesso.
La scelta del film di Paola Randi va esattamente in questa direzione: non indugia sull’atto di cronaca o sulle aule di tribunale, ma racconta la vita di una giovane donna, la sua aspirazione all’autonomia e la sua scelta legittima di interrompere una relazione. Perché la libertà di scegliere deve rimanere la base di qualunque rapporto.


Un sostegno concreto sul territorio
L’iniziativa, che si inserisce nel solco della campagna internazionale Orange the World, unisce alla forza della riflessione culturale un gesto di supporto concreto: l’intero ricavato della serata viene infatti devoluto all’associazione Amico Fragile, realtà di riferimento sul territorio varesino impegnata quotidianamente nell’accoglienza e nell’assistenza alle vittime di violenza e alle fragilità.
La risposta della città è stata immediata e calorosa, con una sala praticamente gremita fin dai primi giorni di prevendita. Un segnale importante che dimostra quanto la comunità senta il bisogno di fermarsi, ascoltare e confrontarsi.
Come sintetizza con efficacia la stessa Marilena Russo: «È meglio fare rumore prima, che osservare un minuto di silenzio dopo».













