Al Rugby Sound Festival si ricomincia con l’energia di Salmo

Al Rugby Sound Festival si ricomincia con l’energia di Salmo

Si riapre l’ultima, intensissima settimana del Rugby Sound Festival all’ombra del Castello di Legnano, e lo fa con una scarica di pura energia! Il live di Salmo ha dimostrato ancora una volta come la musica urban sia ormai un linguaggio universale, capace di abbattere le barriere generazionali e di genere. Vi raccontiamo tutto nell’ultimo articolo firmato da Matteo Mandelli per la nostra rubrica I Racconti di Enzo. Un ringraziamento speciale a Matteo: la sua puntualità, la sua competenza tecnica e quella straordinaria trasversalità culturale — unita alla sua immancabile passione per la fotografia — riescono sempre a catturare l’anima più autentica dei grandi eventi del nostro territorio…

L’antipasto con 10kWATT e SCAR

Il primo rapper italiano della storia a riempire lo stadio milanese di San Siro, cala sulla scena musicale del RugbySound 2026 con tutta la potenza di fuoco di cui è capace la massima espressione della sua musica, quella “dal vivo”. La seconda settimana della kermesse all’ombra del castello, ricomincia con la musica Rap, Trap, Urban. I primi a salire sul palco sono due rapper della nuova scena underground italiana “10k watt” e “SCAR”, due nomi emergenti a cui è stata data la possibilità di salire sul palco del castello a scaldare l’ambiente per l’arrivo di Salmo. Beat essenziali, bassi potenti e la tipica attitudine provocatoria e spontanea che raccontano esperienze vita di provincia, amicizie, e desiderio di riscatto, con un linguaggio diretto e spesso ironico.

LA 3^ CONSECUTIVA DI SALMO AL RUGBY

Il pubblico subito dopo ha accolto Salmo, che ormai è alla terza apparizione nella manifestazione legnanese, segno che la sua carriera non subisce il passare del tempo, anzi, che la sua produzione continua a occupare saldamente un posto tutto suo nel panorama italiano. Più che una semplice figura di riferimento del rap nazionale, Maurizio Pisciottu (il suo vero nome) è uno degli artisti che hanno contribuito a ridefinire il linguaggio dell’urban italiano, trasformandolo in qualcosa di più poroso, capace di assorbire rock, hardcore, elettronica e metal senza perdere identità. Salmo ha dimostrato, prima di altri, che il rap poteva emanciparsi dai propri codici tradizionali e dialogare con un immaginario decisamente più ampio. Ricordiamo che insieme a Club Dogo, Fabri Fibra e Marracash, rappresenta uno degli snodi fondamentali dell’evoluzione del rap italiano, protagonista di quella trasformazione che dal decennio scorso ha portato il genere al centro dell’industria musicale. A differenza di molti colleghi, comunque, Salmo continua a muoversi seguendo traiettorie personali, evitando di rincorrere le tendenze del momento e preferendo, piuttosto, influenzarle.

LIVE

Dal vivo questa attitudine diventa il vero motore dello spettacolo. La costruzione del live procede senza tempi morti: novanta minuti in cui tensione e dinamica rimangono costanti, sostenute da una presenza scenica che non ha bisogno di sovrastrutture. Il controllo del fiato è impressionante, soprattutto nelle strofe più fitte, dove il flow resta preciso senza perdere intensità. La scaletta è un assalto frontale che non lascia tregua che apre con On fire, per poi infilare a raffica pietre miliari come  Russell Crowe e la travolgente cover di “Diavolo in me” di Zucchero con “un overdose di Salmo” che accende il Diavolo del Rugby Sound.  Ospiti LAZZA E NITRO.. Con “Hellvisback 10 years later” (uscito ad aprile), Salmo ha regalato al pubblico i nuovi brani 10 AD e Crackers. Ma è forse Ellissi la traccia più rivelatrice: un pezzo che mostra un’energia artistica che si rifiuta di stare dentro i bordi e lo spinge ben oltre la sua comfort zone

Salmo multigenerazionale

Anche il pubblico riflette questa natura ibrida. Ormai Salmo abbraccia più generazioni  e lo dimostra la partecipazione di Lazza e Nitro. Sotto il palco convivono fan storici del rap, appassionati di rock e ascoltatori cresciuti con la scena urban contemporanea. Una trasversalità che racconta meglio di qualsiasi etichetta la traiettoria artistica di Salmo. Nel finale, quando risuonano le sue grandi hit l’intero pubblico si esalta e si infiamma a conferma del suo poliedrico repertorio e a una statura artistica costruita nel tempo. Salmo è uno dei performer più completi e imprevedibili della musica italiana contemporanea. Attitudine da numero uno. Un concerto che per tutta la durata non perde mai di intensità. “Applausi, applausi, applausi, 90minuti di applausi…” tutto il castello finisce per ballare e saltare, sul celebre ritornello da hit generazionale, mentre cala la notte ed è sipario su un’altra grande serata di Musica.

Matteo Mandelli

Il Rugby Sound Festival compie 23 anni

Il Rugby Sound Festival compie 23 anni

Lo sapevi che il Rugby Sound Festival di Legnano, compie 23 anni? E’ il festival civic-local piu’ importante del nostro territorio.

Io lo seguo da 21 anni, da quando è partito a Parabiago, dove risiede la longeva squadra del Parabiago Rugby 1948, prima allo stadio Libero ferrario, poi al Marazzini- Venegoni e poi all’Isola del castello di Legnano. Dal festival son passati tanti artisti che grazie allo stesso da emergenti si sono affermati: da Salmo, a Sfera e Basta, per passare o dal legnanese Andrea che è diventato “Shiva”.

Anche quest’anno non potevo mancare ed ho seguito le prime tre serate.

Dopo la sosta di rito allo Street Food District e la coda alle casse per l’immancabile birretta, per la fiumana di gente che non ha voluto mancare alla prima del Rugby Sound Festival 2023 la serata con l’ingresso sul palco dei Planet Funk: un ritorno a Legnano, quello di una delle band italiane più blasonate ed amate nel mondo, che non poteva che essere trionfale. Ventitre anni di successi planetari condensati in un’ora e mezza di pura adrenalina, con il pubblico che non ha mollato la posizione conquistata nel prato neanche durante un violento acquazzone, ospite indesiderato ma previsto anche per questa edizione del Festival organizzato da Shining Production.

Io lo seguo da 21 anni, da quando è partito a Parabiago, dove risiede la longeva squadra del Parabiago Rugby 1948, prima allo stadio Libero ferrario, poi al Marazzini- Venegoni e poi all’Isola del castello di Legnano. Dal festival son passati tanti artisti che grazie allo stesso da emergenti si sono affermati: da Salmo, a Sfera e Basta, per passare o dal legnanese Andrea che è diventato “Shiva”.

Anche quest’anno non potevo mancare ed ho seguito le prime tre serate.