Da Legnano a Berlino: l’oro di Benedetta Sartori brilla sul tetto del mondo
Ho avuto il privilegio di fare un’Intervista esclusiva alla centrale legnanese che ha conquistato la medaglia d’oro alle Universiadi di #berlino con la maglia azzurra dopo 16 anni riporta il Titolo in Italia. Orgoglio locale e volto del volley che verrà. Grazie Benny, mi/ci hai riempito d’orgoglio…
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La vittoria e la “Tua” storia
1. Benedetta, complimenti per questa splendida medaglia d’oro alle Universiadi. Che emozione è stata vincere un titolo mondiale con l’Italia?
Grazie di cuore. È difficile trovare le parole giuste…è stata un’emozione indescrivibe. Vincere un oro con la maglia azzurra, da titolare, con il ruolo di capitano, è qualcosa che ti rimane dentro per sempre. Ogni fatica, ogni sacrificio fatto in questi anni ha trovato in quel momento il suo senso più profondo.
2. Tutto è iniziato alla Focol di Legnano. Quanto è importante per te ricordare le tue radici?
Moltissimo. La Focol è casa mia. È lì che ho scoperto la pallavolo, che ho imparato ad amare questo sport e dove ho mosso i primi veri passi. Allenatori, compagne, dirigenti: è un mondo che mi ha cresciuta e che porto sempre con me, anche oggi che gioco a livelli internazionali.
3. Dalla Focol a un percorso di crescita che ti ha vista protagonista in tante realtà importanti. Che anni sono stati quelli a Busto, Casalmaggiore e alla Futura Volley?
Sono stati anni fondamentali. A Busto, con la Uyba, ho assaggiato il professionismo vero, il ritmo e la pressione dell’alto livello. A Casalmaggiore ho trovato fiducia e campo, mentre alla Futura ho avuto lo spazio per crescere e mettermi alla prova con più responsabilità. Ogni stagione mi ha lasciato qualcosa: una consapevolezza, un insegnamento, una nuova sfida.
Il futuro
4. Ora ti aspetta Milano. Che sensazioni hai pensando al tuo futuro con una delle squadre più ambiziose della Serie A1?
Non vedo l’ora. Milano è un progetto entusiasmante, pieno di energia e talento. So che il livello sarà altissimo, ma questo mi stimola ancora di più. Ho voglia di lavorare, di migliorare, di mettermi alla prova in una piazza importante, accanto ad atlete straordinarie. È un grande passo, e sono felice di compierlo adesso, dopo un’estate come questa.
5. C’è stato un uomo, in questa Nazionale, che ha lasciato il segno: Julio Velasco. Che cosa rappresenta per te lavorare con lui?
È un onore. Velasco è un maestro, nel senso più pieno del termine. Ogni allenamento con lui è un’occasione per imparare qualcosa di nuovo. È diretto, esigente, ma ti fa sentire parte di qualcosa di grande. Gli sono grata per la fiducia e per l’approccio che ci sta trasmettendo: una mentalità vincente che parte prima di tutto dal rispetto per il lavoro quotidiano.
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I Ringraziamenti ed il messaggio ai giovani
6. Ti vediamo determinata e serena. C’è qualcuno che vuoi ringraziare per averti accompagnata fino a qui?
Tantissime persone. Ma sopra tutti, la mia famiglia: mia mamma Barbara, mio papà Antonio e le mie sorelle Eleonora e Beatrice. Loro ci sono sempre stati, in silenzio ma con una presenza fortissima. Mi hanno sostenuta in ogni scelta, incoraggiata nei momenti difficili, e condiviso ogni gioia. E poi Stefano, il mio fidanzato, che condivide con me questa passione e mi è sempre accanto con amore e forza. Se sono arrivata fino a qui è anche grazie a loro.
7. Che messaggio vorresti dare alle ragazze che iniziano oggi a giocare a Legnano, dove sei partita anche tu?
Di non smettere mai di credere nel proprio sogno. Anche se sembra lontano, anche se arrivano momenti difficili. Ogni allenamento, ogni partita, ogni fatica serve. E non c’è nulla di più bello che vedere un traguardo arrivare dopo tanto lavoro. Io ci sono passata… e se oggi posso indossare questa medaglia al collo è anche grazie a tutto quello che ho imparato nella mia Legnano.
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