Manu Chao al Rugby Sound: il clandestino che ha trasformato il mondo in un palco

Manu Chao al Rugby Sound: il clandestino che ha trasformato il mondo in un palco

Con piacere riceviamo e pubblichiamo articolo, con allegate foto, di Matteo Mandelli, amico, fotografo e “innamorato” del nostro territorio, sebbene abiti a Monza. A lui il riconoscimento per la qualità espressa ed un grazie per la sua dedizione… (foto e video a cura di #matteomandelli)…

ULTIMA SERATA CON IL “BOTTO”

Ultima serata di grande musica al Rugby Sound 2026, a chiudere le danze nel vero senso della parola ci ha pensato Manu Chao. Il cantautore nomade franco-spagnolo e instancabile viaggiatore del mondo, capace di trasformare ogni concerto in una festa popolare, dove le differenze linguistiche e culturali si sciolgono nel linguaggio universale della musica. Manu Chao è una figura unica del panorama musicale mondiale. Dallo scioglimento dei Mano Negra, suo gruppo d’origine, ha sempre cercato di divincolarsi tra le maglie strette del business della musica, eppure, al suo esordio da solista negli anni 90’, colpì subito nel segno con diversi brani diventati un simbolo per una generazione intera, Clandestino, Desaparecido, Bongo Bong.

LA STORIA DI MANU CHAO

La sua storia comincia molto prima di Clandestino. Negli anni Ottanta, alla guida dei Mano Negra, Manu Chao contribuisce a ridefinire il rock europeo contaminandolo con punk, ska, reggae, rockabilly e ritmi latinoamericani. Album come Patchanka e King of Bongo sono il manifesto di una band fuori dagli schemi, che porta sul palco un’energia travolgente e una visione musicale globale quando il concetto di “world music” non era ancora diventato una categoria di mercato.
Negli ultimi anni la sua produzione è diventata ancora più essenziale. Le nuove canzoni sembrano nascere direttamente dalla strada, spesso accompagnate soltanto dalla chitarra e da una piccola sezione ritmica.

LA PERFORMANCE AL RUGBY SOUND

È proprio questa dimensione raccolta che ha caratterizzato il concerto acustico andato in scena all’Isola del Castello di Legnano, nell’ambito del Rugby Sound Festival. Una serata attesa da settimane e capace di registrare il tutto esaurito, confermando il legame speciale che l’artista continua ad avere con il pubblico italiano.  Sul palco una chitarra, pochi musicisti e quell’inconfondibile voce ruvida che continua a raccontare il mondo con la stessa sincerità degli esordi. È un concerto acustico solo nella forma, perché l’intensità emotiva rimane quella delle grandi occasioni. Il pubblico ha risposto con entusiasmo fin dalle prime note. Famiglie, ragazzi, veterani che seguono Manu Chao dai tempi dei Mano Negra, tutti in un’atmosfera unica in cui si è cantato spagnolo, francese, inglese e italiano senza preoccuparsi troppo delle parole, ma della festa popolare scatenata. Quando arrivano Mala Vida, King of Bongo, Me Gustas Tú e naturalmente Clandestino, la distanza tra palco e platea si è praticamente dissolta, e tutto è diventato, musica ed energia positiva che ha contagiato tutti fino all’ultima persona del pubblico in fondo al pratone che ricordiamo essere stato Sold Out, da giorni. Visto il contesto si può dire sia stato, dopo la scorpacciata di eventi partiti il 2 luglio, un perfetto “Terzo tempo”, in cui a trionfare è stata la convivialità e la condivisione di musica che abbatte tutti i confini.

Matteo Mandelli

Rugby Sound 2025. I CCCP – Fedeli alla linea: Più che Punk, un Manifesto

Rugby Sound 2025. I CCCP – Fedeli alla linea: Più che Punk, un Manifesto

Ciao a tutti, amici de “I racconti di Enzo.it”! Ieri all’apertura del Rugby Sound Festival , 23^ edizione, c’erano i CCCP. Ho fatto un salto indietro nel tempo, precisamente negli anni ’80, per ascoltare e poi parlare di una band che ha lasciato un segno indelebile nel panorama musicale italiano e non solo: i CCCP – Fedeli alla linea. Dimenticatevi le solite etichette, perché i CCCP sono stati molto di più di una semplice band punk. Sono stati un fenomeno culturale, un grido, una provocazione e ieri all’Isola del Castello sono stati…Fedeli alla linea!…E a dare manforte Daria Bignardi

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Il Concerto al Rugby- Fedele alla linea
Ieri all’apertura del Rugby Sound Festival , 23^ edizione, c’erano i CCCP accolti da circa 4000 fan.. Ecco cosa mi ha/hanno colpito. Ieri ho fatto un salto indietro nel tempo, precisamente negli anni ’80, per parlare di una band che ha lasciato un segno indelebile nel panorama musicale italiano e non solo: i CCCP – Fedeli alla linea. Come annunciato nell’altro articolo, alla “prima” spazio al “punk”. E non ci poteva essere scelta migliore da parte di Shining Production di De Rosa, che aprire con loro. I CCCP sono stati molto di più di una semplice band punk. Sono stati un fenomeno culturale, un grido, una provocazione. E ieri si sono visti nel loro massimo. Sul palco Ferretti, Zamboni, Annarella e Fatur che hanno coinvolto e fatto “pogare” tantissimi sul prato dell’Isola(un po’ troppo polveroso ci dice Davide che è arrivato dal Trentino!) e che hanno intonato “Fedeli alla linea”, Emilia Paraonica, Spara Jury, ,Rozzemilia,  Tu Menti,  C.C.C.P., ·  Curami, Annarella fino alla dolce “Mi ami?” in un crescendo che ha visto ballare grandi (quelli degli anni 80) e le nuove generazioni. Anche questo è il bello del Rugby Sound!

Ferretti, Zamboni, Annarella e Fatur: I volti di un’epoca

Il carisma di Giovanni Lindo Ferretti, frontman e paroliere, era ed è stato magnetico. La sua voce profonda e monocorde, i suoi monologhi teatrali sul palco, sono  parte integrante dello spettacolo CCCP. Al suo fianco, la chitarra essenziale e potente di Massimo Zamboni, mente musicale del gruppo. Ma i CCCP non sarebbero stati gli stessi senza la presenza scenica di Annarella Giudici, l’”artista del popolo”, e di Danilo Fatur, il “perfomance artist”. Le loro coreografie surreali, i loro sguardi persi nel vuoto, le loro provocazioni silenziose, trasformavano ogni concerto in una vera e propria performance artistica. E ieri si è notato subito e con loro anche la partecipazione sul palco di Daria Bignardi, Alba Solaro e Andrea Scanzi I CCCP non solo musicisti, ma attori, performer, portatori sani di un’estetica unica. E poi riascoltarli, significa fare un viaggio in un’epoca di profonde trasformazioni, ma anche riconoscere la straordinaria attualità dei loro messaggi. Sono stati un punto di non ritorno, un monito, una costante ricerca di autenticità in un mondo che sembrava perderla. Ma ancora oggi la loro presenza , il loro “manifesto” è palpabile in conseguenza delle crisi geopolitiche che stiamo attraversando e loro denunciano, attaccano con ironia il sistema!

Le ricadute per la città

Per l’apertura del Rugby Sound 2025, oserei dire: Buona la prima! Dal punto di vista musicale ci siamo. Per quanto concerne l’accoglienza, i volontari e tutta la squadra ha funzionato. Il concerto si è svolto in sicurezza senza “invadenze”. E poi ha funzionato la parte Food-District che è un tema che mi sta a cuore (Come sempre all’inizio “soft” e sono sicuro che nei prossimi giorni ci sarà “ressa” per assaggiare le bontà del District a partire dagli “arrosticini”, agli Hamburger in tutte le variazioni e non solo(ieri molti avevano già cenato ed hanno sorseggiato un drink o Birra) . Ha funzionato il nuovo spazio Hospitality e si è rafforzato il Roof.
E poi , per quelli che sono arrivati da “fuori” hanno funzionato le convenzioni con attività mangerecce e quelle del pernottamento. Infine, si sono visti in città un po’ di camper e van. Questo è un bel segnale per me, camperista, che apre Legnano a nuovi ospiti che comunque portano risorse alla comunità. Vedi intervista a Davide giunto dal Trentino!.(gli abbiamo donato la guida Altomilanese ed i capolavori del 500 Lombardo. Segui il festival e www.iraccontidienzo.it