Pubblicata la classifica nazionale del Fondo Ambiente Italiano: A Busto Arsizio la Cascina dei Poveri nella topo ten, al decino posto. A Legnano Santa Maria Maddalena conosciuta come la “Ponzella”, perché ubicata nella omonima via, supera il Castello Visconteo e la Basilia di San Magno. Al primo posto A due passi da noi a Sedriano la Chiesa di San Bernardino al 175 posto…e poi altre sorprese e curiosità. Indipendentemente dalla classifica, insisto nel dire, siamo circondati da bellezza e … grazie al Fai.
Classifica FAI Nazionale “I Luoghi del Cuore”
Pubblicata la classifica del Fondo Ambiente Italiano con tante sorprese. Al primo posto Santuario Nostra Signora delle Grazie a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, ma ad entrare nella Top Ten dei “Luoghi del Cuore FAI 2025”, la Cascina dei Poveri di Busto Arsizio, che con 9275 voti si posiziona in decima posizione. La notizia che fa piacere è la “piccola” Chiesa della Maddalena , per i legnanesi, La Ponzella si è posizionata al 140° posto con 3988 voti. Intorno a noi successo per Sedriano dove la Chiesa di San Bernardino si posiziona al 175 posto, Villa Litta al 225° posto con 2.274 voti e il Santuario della Madonna di Dio ‘l sa di Parabiago al 505 posto con 291 voti. Sempre intorno a noi l’ex-stabilimento Saffa di Magenta al 137 posto. Spostandosi di pochi km segnalato Il “Meazza” di Milano 376 posto . Mentre a primeggiare a Varese il Collegio Rotondi in 92^ Posizione. Purtroppo Il Castello Visconteo e la Basilica San Magno si posizionano in coda. Insomma Siamo circondati da bellezza!
Le mie considerazioni
Consci del fatto che le classifiche sono “relative” e vanno considerate come indicatori, il lavoro fatto dal FAI merita attenzione. Inoltre, la classifica tiene conto della “candidatura” del bene come possibile “Luogo del Cuore” al quale contribuiscono la tempestività dell’azione, la comunicazione derivante. Altra considerazione in questa classifica emergono molti complessi, monumenti ma anche location naturali oltre che architettonici ed a volte , il cittadino viene catturato da un tratto di costa inviolato rispetto ad una Chiesa ( il cittadino medio non predilige la cultura!). Ancora: ha fatto man bassa il Piemonte che con Asti, Alessandria piazzano circa 10 location tra le prime 50. E poi il Sud con la sua bellezza. E scusate se sono di parte. Qui Salerno ne piazza un po’ di location. E poi il Veneto con le valli Bergamasche di difendono. E un pensiero, al “mio” Piemonte (ho casa a Biella), che ha piazzato Orta San Giulio, La Fontana del parco di Rosazza, il “Brich” a Zumaglia, luoghi del cuore per me e per la mia famiglia. GRAZIE FAI.
Oltre al Trittico di Gaetano Previati, lo sai che il Castello Visconteo racchiude atre eccellenze? Esiste uno spazio espositivo dedicato alle Sculture di Ugo Riva che ha donato alla città.
Lo Spazio espositivo contiene anche dei reperti di età romana che ci fanno scoprire ed apprezzare il cibo, ovvero “Peccati di Gola e per chiudere anche la Chiesetta San Giorgio dei Lampugnani con l’opera che da il nome alla stessa: la Chiesetta di San Giorgio.
Le sculture di Ugo Riva
L’installazione dei “Frammenti” unisce alcune sculture (19 pezzi in 13 raggruppamenti) che nel corso degli anni sono state fuse, rotte, reinterpretate. L’insieme ne è un gioco di spazi e di vuoti che si susseguono, di forme autonome che divengono nuovo organismo vivente, nuova opera d’arte.
Riva è un modellatore che recupera la terracotta come elemento magmatico di una forma: il corpo nel quale le sue figure, i suoi personaggi, interpretano la fragilità della vita, si rompono in frammenti, ma senza dichiarare la sconfitta, anzi ri- organizzandosi perché non c’è mai un punto fermo nel nostro percorso esperienziale, bensì una continua affermazione del mistero.
“Peccati di Gola“
Un breve percorso che inizia in cucina per concludersi a tavola, che si potrà seguire al Castello visconteo di Legnano. Nella sala sottostante lo spazio che ospita il trittico della Battaglia di Legnano di Gaetano Previati è infatti visitabile un’esposizione di stoviglie in ceramica (ciotole, scodelle, piatti, boccali, ollette) e vetro (coppetta, ansa) d’uso corrente databili fra XV e XVIII secolo, oltre a elementi architettonici in terracotta (formella, decorazioni architettoniche) tessuti e oggetti di corredo di sepolture databili tra il VII e il X secolo.
Gli oggetti esposti provengono da recuperi e scavi effettuati nel Castello e nel territorio di Legnano a partire dai primi anni del Novecento e fino al decennio 2001 – 2009. Tutte le teche sono corredate da box di approfondimento in cui si riportano passi di autori antichi che parlano di ingredienti e ricette, del piacere del cibo ben cucinato e dell’apparato che rendeva ancor più gradevole quanto presentato in tavola.
Chiesetta di San Giorgio
Nella piccola chiesa di San Giorgio, tuttora consacrata, sono stati recentemente ricollocati in prossimità dell’altare il paliotto e il tabernacolo in legno dipinto. Sono state inoltre illustrate le iscrizioni presenti nella sala relative al marchese Carlo Cristoforo Cornaggia Medici, alla moglie Teresa Sannazzaro e al figlio Marco.
Si tratta di una fortificazione medioevale che sorge a Sud di Legnano su un’isola naturale del fiume Olona.
È conosciuto come Castrum Sancti Georgi (“castello di San Giorgio”) sin dal XIII secolo. Ampliato dai Torriani, passò ai Visconti fino al 1437, quando divenne proprietà dei Lampugnani, nobili locali.
Le origini del castello di Legnano sono collegate ad un antico convento di Regolari Agostiniani dedicato a San Giorgio, la cui presenza è documentata fin dal 1231.