Un viaggio nel mondo dei Guanci al MUNA di Santa Cruz

Un viaggio nel mondo dei Guanci al MUNA di Santa Cruz


Insieme a Donatella, abbiamo visitato il Museo Naturale e Archeologico di Santa Cruz di Tenerife Dopo una visita “veloce” all’Auditorium di Santa Cruz, realizzato dall’Architetto Calatrava (lo stesso di Valencia), un’emozione al Museo a cielo aperto degli artisti mondiali disegnati sulle rocce, eccoci giunti al Muna. Il Muna è un luogo magico, un vero scrigno di storia e natura nel cuore di Santa Cruz de Tenerife. All’interno abbiamo approfittato della mostra temporanea: “30 anni di migrazione”, toccante percorso realizzato da fotografi canari sullle immigrazione passate e attuali…

Un Tuffo al MUNA – Museo de Naturaleza y Arqueología

Se siete di passaggio per Turismo a Tenerife fate un salto al M.U.N.A. per scoprire le radici profonde di questa meravigliosa isola e la sua incredibile biodiversità, è un posto che non potete assolutamente perdere.

La visita è iniziata con un’immersione affascinante nel mondo dei Guanches, gli antichi abitanti aborigeni di Tenerife. Attraverso reperti archeologici, ricostruzioni e pannelli informativi dettagliati, ci siamo fatti un’idea della loro cultura, delle loro usanze e del loro stile di vita. Un popolo fiero e misterioso, la cui storia è ancora oggi oggetto di studio e ammirazione. Abbiamo scoperto gli insiedamenti iniziali nelle Grotte frutto delle eruzioni passate, l’importanza del “gruppo”, la convivenza basata su compiti e ruoli atti a difendersi e a procurarsi cibo e proteggersi.

Una sezione che mi/ci ha particolarmente colpito è stata quella dedicata alla conservazione delle mummie guanci. Ammirare questi resti umani, testimoni silenziosi di un passato lontano, è un’esperienza davvero toccante. Il MUNA dedica grande attenzione alla loro conservazione, studiandone le tecniche di mummificazione e cercando di svelare sempre più dettagli sulla loro vita e sulla loro morte. Un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta di un rituale ancestrale.

Un Tesoro Archeologico

Il percorso museale prosegue attraverso la ricca parte archeologica, che espone una vasta collezione di manufatti guanci: ceramiche finemente decorate, utensili in pietra e osso, armi rudimentali e oggetti di uso quotidiano. Ogni pezzo racconta una storia, un frammento della vita di questo popolo che ha saputo adattarsi e prosperare in un ambiente insulare unico.Questa parte del museo non è semplicemente una vetrina di oggetti antichi, ma un racconto silenzioso che si svela attraverso i secoli, permettendoci di connetterci con le radici più profonde dell’isola di Tenerife.

La varietà dei materiali esposti è impressionante e testimonia l’ingegno e l’adattabilità dei Guanci al loro ambiente insulare:

Ceramica: Frammenti e vasi integri rivelano le abilità artistiche e pratiche di questo popolo. Osservare le decorazioni, spesso geometriche e simboliche, ci offre uno sguardo sulle loro credenze e sulla loro visione del mondo.

Utensili in Pietra e Osso: Raschiatoi affilati, punte di lancia levigate, macine rudimentali e aghi ricavati da ossa animali ci mostrano la loro abilità nella lavorazione dei materiali naturali per la sopravvivenza. Questi oggetti, apparentemente semplici, raccontano la loro capacità di sfruttare le risorse dell’isola per caccia, pesca, agricoltura e artigianato.

Un Incredibile Mondo Naturale: Focus sui Vertebrati:

Ma il MUNA non è solo storia antica. Una parte considerevole del museo è dedicata alla natura di Tenerife, con un focus affascinante sui vertebrati che popolano o hanno popolato l’isola. Dalle specie endemiche uniche al mondo, come il fringuello blu di Tenerife, ai resti fossili di animali preistorici, la sezione naturalistica è un vero spettacolo per gli amanti della fauna. Ho/abbiamo potuto ammirare ricostruzioni fedeli di ambienti naturali e apprendere l’importanza della conservazione di questo fragile ecosistema.Uccelli Endemici: Tenerife è un vero paradiso per gli ornitologi. Il MUNA espone una varietà di specie uniche dell’isola e dell’arcipelago, come il fringuello blu di Tenerife ( Fringilla teydea ), il canarino selvatico ( Serinus canarius ), e diverse specie di colombe endemiche. Le esposizioni spesso includono esemplari impagliati, illustrazioni dettagliate e registrazioni dei loro canti. Rettili Iconici: I lagartos giganti ( Gallotia goliath e altre specie del genere Gallotia) sono tra gli animali più emblematici delle Canarie. Il MUNA presenta ricostruzioni a grandezza naturale di queste creature preistoriche, ormai estinte o confinate in aree ristrette, offrendo uno spaccato di un passato in cui la fauna dell’isola era ben diversa. Si possono anche osservare esemplari di lucertole e gechi endemici attuali, evidenziando i processi di speciazione insulare. Mammiferi Terrestri: Sebbene le Canarie non abbiano una grande varietà di mammiferi terrestri autoctoni, il museo presenta le specie introdotte dall’uomo nel corso della storia, come il coniglio e varie specie di roditori. Il Ricco Mondo Marino: Essendo un arcipelago, la vita marina è di fondamentale importanza. Il MUNA dedica spazio ai vertebrati marini che frequentano le acque di Tenerife, come diverse specie di cetacei (balene e delfini), tartarughe marine e una varietà di pesci colorati. Spesso si possono ammirare modelli a grandezza naturale, scheletri e pannelli informativi sulla loro biologia e sul loro ruolo nell’ecosistema marino. Un esemplare che spesso cattura l’attenzione è la riproduzione di un calamaro gigante, una specie misteriosa che popola le profondità oceaniche intorno alle isole.

La Storia

Ciò che rende la sezione archeologica del MUNA così potente è anche la cura nella presentazione dei reperti e la fornitura di un contesto storico e culturale. Pannelli informativi dettagliati, ricostruzioni di siti archeologici e mappe interattive aiutano il visitatore a comprendere: La cronologia: Come si sono evolute le diverse fasi della cultura Guanci nel tempo. La distribuzione geografica: Dove sono stati rinvenuti i principali siti archeologici sull’isola. Le tecniche di scavo: Come gli archeologi riportano alla luce questi tesori del passato. Le interpretazioni: Le ipotesi e le teorie degli studiosi sul significato e la funzione di questi oggetti.

Esplorare la sezione archeologica del MUNA non è solo osservare oggetti antichi, ma stabilire un dialogo silenzioso con i Guanci. Attraverso i loro manufatti, possiamo intuire le loro sfide, le loro gioie, le loro paure e la loro profonda connessione con la terra che abitavano. È un’opportunità per ricostruire un puzzle di un passato affascinante e per riflettere sulla nostra comune umanità attraverso il tempo.

Mostra “La Rotta delle Canarie, 30 anni di migrazione e morte”

La Rotta delle Canarie, 30 anni di migrazione e morte” in corso al Muna, è un pugno nello stomaco, e, purtroppo, la testimonianza di una triste realtà di cui anche in Italia combattiamo tutti I giorni.

Dodici fotoreporter testimoniano il fenomeno migratorio nell’arcipelago negli ultimi trent’anni attraverso ottanta fotografie raccolte in una mostra organizzata dalla presidenza del Governo delle Canarie.

Nell’agosto del 2024 saranno trascorsi tre decenni da quando una piccola imbarcazione lasciò il Sahara Occidentale e raggiunse Las Salinas del Carmen, Fuerteventura, con due persone a bordo. Si aprì così un corridoio tra l‘Africa e le Isole Canarie che è diventato il più pericoloso e mortale al mondo. La curatrice della mostra, la fotoreporter Desirée Martín, sottolinea l’accoglienza positiva che sta ricevendo la mostra, il cui obiettivo fondamentale continua a essere la lotta alla disinformazione. Le fotografie non riflettono solo l’arrivo dei migranti, ma anche il loro viaggio di vita fino al raggiungimento delle coste delle isole.

Lo sapevate che a Lanzarote esiste il passo del Rubicone? E li che è nato “Mararia” best seller canario…

Lo sapevate che a Lanzarote esiste il passo del Rubicone? E li che è nato “Mararia” best seller canario…

Appena arrivato a Lanzarote, ho girovagato alla ricerca del camping “Papagajo” e per la mia curiosità. Mi sono imbattuto, sbagliando strada, sul “pico” del Rubicon. Questa scoperta mi ha fatto impazzire: anche qui il Rubicone? E poi l’ha attraversato Cesare, ne hanno parlato scrittori ed ora anche qui…E poi la bella scoperta di Mararia…

La/le scoperte: Rubicon e Mararia

Appena giunto a @Lanzarote mi sono attivato alla ricerca del @campingpapagajo”, unico sull’isola e chiaramente delle sue rinomate spiagge.
Dopo vari tentativi, fatti anche all’Oficina del Turismo, scopro che è chiuso in questo periodo. La curiosità per queste spiagge mi porta alla loro ricerca. Mi imbatto lungo una superstrada e, colpa mia, mi inerpico su una salita. In cuor mio penso che mi farà circumnavigare quello che io chiamo “deserto”, per trovare la tanto desiderata baia. Non è cosi.
Mi trovo davanti al Rubicon in località Femes. L’emozione è tanta, perché il mio pensiero va al nostro Rubicone, quando tra il 10 e l’11 gennaio del 49 a. C. Gaio Giulio Cesare guidò le sue truppe nello storico passaggio del Rubicone, che sanci l’espansione dell’impero romano. Ne hanno parlato scrittori, condottieri e trovarmelo qui…mi inorgoglisce. Anzi qui a Femes, hanno dedicato molto al passo: una Marina, una baya, con le sue Playa, più di un albergo
E poi mi imbatto, nella bella piazzetta, dove sembra che il tempo si sia fermato, in “Mararia…

Chi è Mararia?

Mararia che primeggia nella piazzetta della chiesa è una donna bellissima alla quale è dedicata la statua che ha dato luce al romanzo “canario” di  canario Rafael Arozarena  e pubblicato nel 1973. Mararía è considerata un’opera classica della letteratura canaria.L’ispirazione dell’autore venne a Femés , Lanzarote , dove lavorava presso la compagnia telefonica, dopo aver visto una vecchia e aver appreso della leggenda che circolava nella città sulla sua bellezza giovanile. Sono passato in biblio e ho preso una copia. Peccato che è in spagnolo…

Mararía è una bellissima giovane donna che, facendo innamorare tutti di lei, è caduta nella sfortuna. Rafael la descrive come una vecchia, andando a ritroso nel tempo, fino alla gioventù. Mararia ha avuto quasi tutti gli uomini del paese, però ora la incolpano, perché da queste unioni nascono storie , disgrazie fino al punto che viene uccisa…ma lei vaga nell’ombra e gira ancora in paese.
Qui un’altra analogia, me la permettete? Il riferimento è a Fabrizio De Andrè in “Bocca di Rosa”, una lirica che tocca gli stessi argomenti..

Il Paesino di Femes al passo del Rubicon

Il piccolo villaggio di Femés, conosciuto soprattutto per gli itinerari che attraversano il Parco Naturale Los Ajaches e per il ristorante Balcón de Femés, nome che deriva dalla vista panoramica del locale che guarda verso il sud di Lanzarote, è un comune che risulta nascosto alla vista, a causa della strada ripida che sale dalla costa fino all’altopiano, ma grazie a questo fatto ha conservato finora il carattere ed il fascino incontaminato delle Canarie.
Ho avuto il piacere di sostare al Balcón de Femés, che non si può non scorgere visto che si trova proprio a sinistra del punto panoramico principale in direzione di Playa Blanca, vanta una vista incredibile, dato che la terrazza si affaccia direttamente sull’estremità meridionale dell’isola. A due passi si trova la più pittoresca Casa Emiliano, un ottimo ristorante per pranzare in una calda giornata estiva, visto che data l’altitudine di Femés qui la temperatura dell’aria è sempre più fresca.
Ringrazio il bibliotecario della Biblioteca di Yaiza, Francisco Ramon, per la gentilezza e accoglienza. (Utilizzo wi e 220!)

I Viaggi di Enzo in Camper. Intervista a Joost e Maaike per “Quelli che vivono alle Canarie”

I Viaggi di Enzo in Camper. Intervista a Joost e Maaike per “Quelli che vivono alle Canarie”

Oggi pubblichiamo, nella rubrica “Quelli che vivono alle Canarie”, l’ intervista a Joost e Maaike  , due ragazzi Olandesi, che hanno fatto una bella esperienza. In bici sono partiti dall’Olanda e via barca a Vela sono approdati qui a Tenerife dopo diverse tappe. Ma facciamocelo raccontare da loro…

Perché le Canarie e Tenerife in particolare?

Risponde Joost:  Siamo venuti alle Canarie perché potevamo avere un passaggio con dei nostri amici e speriamo di riuscire ad esplorare le Canarie perché non siamo mai stati qui. Ci piacerebbe anche andare dalle Canarie al sud America, e ora è la stagione nella quale tutte le barche a vela vengono dall”Europa qui e poi attraversano l’oceano Atlantico fino ad arrivare nel sud America o ai Caraibi quindi ci piacerebbe provare ed esplorare anche quel versante

Aggiunge Maaike : Ci piace molto questa esperienza in bici: siamo sempre all’aperto, siamo a contatto con la natura e con gli altri. Tutto cio’ è stupendo. , Esiste qualche difficoltà: devi fare affidamento su Te stessa, sulla Tua forza, sui tuoi muscoli. Non ti accomodi su una macchina con carburante e confort ma sei praticamente solo tu, la tua bici  e il tuo corpo nella natura

Cosa avete visto sulla barca

Maaike: Sulla barca abbiamo visto molti delfini, due volte le balene e una volta, durante la notte, ho addirittura avvistato uno squalo e un pesce volante.

È emozionante esplorare l’oceano e vedere costantemente questo blu intorno a te.
E’ un sentimento bellissimo.

Perché qui in bici? Siete stati anche in Italia?

in Olanda quasi tutti usano la bicicletta quindi siamo abituati a questa cosa ma non tutti lo fanno ‘allenandosi’ veramente, è proprio parte della cultura olandese. Ma per noi era molto importante riuscire a viaggiare in un modo più sostenibile. Ed e’ anche per questo che abbiamo scelto di venire alle isole con la barca a vela e la bici

Abbiamo fatto anche avventura in bicicletta in Italia. Partendo dal Marocco siamo passati per Barcellona e siamo poi arrivati a Civitavecchia, e poi in bici da Civitavecchia fino a Roma e quindi da Roma alla Toscana e così via. Anche l’Italia ha dei bellissimi paesaggi, che si possono fare in bici.
Ma gli automobilisti non si prendono troppa cura dei ciclisti …sono pazzi, guidano veramente veloce. Sono un pericolo per noi ciclisti. Bisogna fare molta attenzione.

Però ne vale la pena!

.

Quanti giorni avete per questa vacanza?

Ormai giriamo da oltre un anno, Da Settembre 2022 che giriamo. Siamo stati a Santiago de Compostela con la bici e poi portogallo, Andalusia,  fino al Marocco, per tre mesi, e poi siamo risaliti per Barcellona, arrivati a Civitavecchia, e poi risaliti l’italia per tornare nei paesi bassi per l’estate, e dopo l’estate siamo scesi di nuovo da casa nostra alla Spagna. Dopodiché abbiamo preso la barca a vela direzione Canarie e ora siamo qui. Quattordici mesi.

Cosa ricordi di questo viaggio e in particolare di Tenerife?

Non abbiamo ancora esplorato Tenerife, siamo arrivati in barca a vela e siamo andati direttamente all’Isola de La Gomera.


Ora siamo appena tornati da lì. Non abbiamo ancora visto niente di Tenerife se non le parti più turistiche( troppe affollate)


Vogliamo esplorare la parte più naturale, che ci piace di più.

Oltre alla Gomera, vorremmo andare anche al Teide, al Fierro e le isole più Naturalistiche.

Congedo

Ci congediamo da Maaike e Joost ed un pensiero misto di soddisfazione e tristezza mi pervade. Questa bella storia di due ragazzi, “avanti”, visionari che concretamente vogliono cambiare il mondo: la bici, la barca a vela, la scoperta degli altri,. Ma anche un sentimento di tristezza: doverli “lasciare” andare “dispiace!
…Perchè? Perche nel breve tempo che ci siamo conosciuti, siamo entrati in sintonia, son riuscito a parlare con loro in inglese(?) durante la frugale cena che ho preparato il giorno prima della loro partenza (Insalata con “ricotta ” italiana e un pezzo di formaggio “parmigiano-reggiano” che non manca mai nel mio frigo (insieme a pummarola ecc…)…
Insieme alla “mia” Guida “L’Altomilanese ed I Capolavori del 500 Lombardo” edito dal Touring Club Italiano. Cosi un po’ del nostro territorio va in giro per il mondo!

E allora…Buon vento, buona vida ragazzi

PS: un ringraziamento particolare a Rebecca Mari che mi ha aiutato nelle Traduzioni. Grazie!