BIT 2026: Il mondo a Rho-Fiera tra lo spirito olimpico e il richiamo del deserto
Inaugurata giovedì 12 febbraio B.i.T. (La Borsa internazionale del Turismo) dal Ministro Santanchè, il governatore Fontana Oltre mille espositori italiani e stranieri per capire le nuove località ma anche le proposte per “viaggiatori” e “Turisti”. Vado alla BIT dal 2005 e dal 2010 anche in veste di espositore per cinque anni in avvicinamento a Milan Expo 2015. Perchè?…

La mia esperienza a B.i.T.
Tornare alla BIT (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano è, per chi scrive, un rito che si rinnova dal 20o5. Poi nel 2010, ricordo ancora l’emozione di quegli anni vissuti “dall’altra parte della barricata”,
in veste di espositore insieme agli albergatori della Milano Che Comviene (M.C.C.) , a curare ogni dettaglio dello stand per intercettare lo sguardo dei buyer. Oggi, con il taccuino del giornalista in mano, lo sguardo è più distaccato ma non meno curioso, pronto a cogliere le sfumature di un mercato che sta cambiando pelle in un contesto unico: quello delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. Nonostante un tono più professionale e meno “popolare”, la BIT 2026 resta una tappa obbligata per capire dove va il mondo. È un’edizione da vedere, magari con un occhio al cronometro delle gare e l’altro alle nuove rotte turistiche che verranno.
Italia e Mondo: Il bivio tra i Padiglioni 9 e 11
L’edizione numero 46 si snoda principalmente tra i padiglioni 9 e 11, creando un ponte ideale tra le eccellenze nostrane e le suggestioni d’oltremare.
L’aggressività della Puglia: La delegazione pugliese conferma il suo dinamismo. Tra i corridoi ho avuto il piacere di ritrovare vecchi amici, tra cui Roberto Attanasio, ormai autorevole ambassador della regione e punto di riferimento assoluto per chi vuole scoprire le perle selvagge delle Isole Tremiti.
Il “Cuore Olimpico” della Lombardia: Nel padiglione 11, lo stand della Regione Lombardia (756 mq) è letteralmente “agguerrito”. Con le gare olimpiche che entrano nel vivo proprio a pochi passi da qui, l’obiettivo è chiaro: capitalizzare i risultati e trasformare l’onda dei Giochi in una ricaduta turistica strutturale.
Le Regioni in prima linea: Si difendono con eleganza il Veneto e il Trentino, partner naturali del sogno a cinque cerchi. Spostandoci verso il Sud, l’esplosione di colori è garantita da Sicilia, Campania e Calabria, sempre capaci di ammaliare con la loro identità .


Un’edizione “in sordina”?
Inutile negarlo: l’atmosfera di quest’anno appare più contenuta rispetto ai fasti pre-pandemici o alle edizioni da “sold out”. Due sono i fattori principali:
Il calendario infrasettimanale: La scelta di chiudere la fiera giovedì 12 febbraio, senza includere il weekend, ha tolto quella componente di pubblico familiare che solitamente riempiva i corridoi e faceva registrare il tutto esaurito.
L’ombra dei Giochi: La concomitanza con le Olimpiadi, che si disputano proprio nei vicini padiglioni 13 e 15 (trasformati nell’Ice Park per il pattinaggio), ha inevitabilmente catalizzato l’attenzione e i flussi.













