Neve, Gusto e Orizzonti: Trekking d’Inverno a Bielmonte

Neve, Gusto e Orizzonti: Trekking d’Inverno a Bielmonte

Esistono angoli di montagna dove la fatica è minima e lo stupore è massimo. Uno di questi si snoda nel cuore dell’Oasi Zegna a Bielmonte, un itinerario breve ma di una bellezza rara, perfetto da affrontare con i piccoli ramponcini ai piedi acquistati in questi giorni in un noto store di attrezzature per lo sport francese. È un percorso breve, circa 1 km ( 2 km totali), che accarezza le piste da sci, si addentra nel silenzio dei boschi e regala uno sguardo infinito che spazia dalle Prealpi Biellesi fino alla sagoma inconfondibile del Monviso. Seguitemi…

La partenza: Carica e colazione al Wing Over Bar L’avventura non può che iniziare dal Piazzale 2 all’area Camper adiacente al Wing Over Bar. Siamo a circa 1500 metri di altezza. Prima di calzare i ramponcini nuovi comprati da “Decathlon” di Biella, è d’obbligo una sosta per una ricca colazione. L’atmosfera è quella vibrante di chi si prepara a godersi la neve, e l’energia di un buon caffè accompagnato dai dolci fatti dalla proprietaria.

Il percorso: Tra boschi e panorami mozzafiato

Una volta pronti, ci si incammina verso il piazzale 1, per poi salutare Stefano allo chalet Bielmonte che in questo momento è preso per il rent.( E’ lui chi mi racconta anche degli stranieri arrivati qui).

Il sentiero è un gioiello paesaggistico: si cammina a ridosso delle piste da sci, godendo della vitalità del comprensorio, per poi scivolare dolcemente nei boschi adiacenti alla Panoramica Zegna.

Qui il ritmo rallenta. Il rumore dei ramponcini sulla neve ghiacciata è l’unico suono che interrompe il silenzio del bosco.

In diversi punti, la vegetazione si apre per offrire una vista che toglie il fiato: nelle giornate terse, come quelle di questi giorni, l’intero arco alpino si svela, con il Monviso che svetta sovrano all’orizzonte.

Sosta relax: L’Amaro della Panoramica al Panorama Bar

A metà percorso, il Panorama Bar invita a una pausa contemplativa.

Non è solo una questione di vista, ma di tradizione liquida.

È qui che bisogna assaggiare, i panini fatti con prodotti locali, un buon bicchiere di vino o birra, i dolci della casa accompagnandoli all’Amaro della Panoramica: un mix segreto di erbe digestive e aromatiche del territorio (reperibili alla Bottega dell’Oasi oppure all’ azienda Rapa di Andorno Micca, (la stessa del Ratafià).

Un sorso che riscalda il corpo e lo spirito, racchiudendo in sé l’essenza botanica dell’Oasi.

Il gran finale: Pranzo tipico allo Chalet “Al Maneggio”

Sulla via del ritorno, quando l’aria frizzante ha stuzzicato l’appetito, la meta finale è lo Chalet “Al Maneggio”.

Qui l’accoglienza è calda e profuma di cucina di una volta.

È il momento di premiare i sensi con i capisaldi della tradizione biellese:

  • Polenta Concia: ricca, filante di formaggi locali e burro d’alpeggio.
  • Guancia con Polenta: una carne che si scioglie in bocca, brasata con cura.
  • Erbaluce: un calice di bianco locale, perfetto per sgrassare il palato e celebrare la giornata.

Questa passeggiata di circa non è solo un esercizio fisico, ma un’esperienza sensoriale completa che unisce lo sport dolce alla grande bellezza del Piemonte.

DAL TRENINO DEL “FOLIAGE” ALL’IMMERSIONE NEI COLORI D’AUTUNNO VICINO CASA

DAL TRENINO DEL “FOLIAGE” ALL’IMMERSIONE NEI COLORI D’AUTUNNO VICINO CASA

LA PROPOSTA DELLA SETTIMANA DEL WE DEL 24-26 OTTOBRE 2025. Foliage a due passi da casa. In Piemonte ma anche in Lombardia proposte per immergersi nei colori dell’autunno. In Val Vigezzo, A 100KM, un’esperienza unica con il “Treno del Foliage”. Un altro consiglio all’Oasi Zegna, a Biella (80 km ) per “scoprire” la bellezza ed i colori dell’Oasi voluta dalla Famiglia Zegna. A due passi da noi, veramente due (meno di 50 km) a Varese altra esplosione di colori al Sacromonte e non solo.
Vieni con me…

foliage autunno 2024 IVE

Foliage in Val Vigezzo. Treno del Foliage

La proposta ideale per chi vuole godere, attraverso un’esperienza lenta, delle bellezze naturalistiche ed ambientali della Val Vigezzo, è il viaggio a bordo del Treno del Foliage® della Ferrovia Vigezzina-Centovalli. Un’opportunità unica, per ammirare da alcuni passaggi privilegiati su rotaia gli scorci più affascinanti della valle piemontese, un viaggio attraverso borghi storici e pianori dorati, partendo da Domodossola, a 100 km da noi, con una fermata d’obbligo nel cuore della Valle Vigezzo, a Santa Maria Maggiore.(non obbligatorio, ma consigliabile)
I posti disponibili a bordo sono molto limitati, il nostro consiglio è di viaggiare nei giorni feriali e di prenotare il vostro viaggio al più presto.
La stagione del foliage in Valle Vigezzo puo’ offrire un viaggio speciale, fatta di colori, emozioni e suggestioni uniche a due passi da casa.La Val Vigezzo è a circa 1 ora di auto da Milano/Altomilanese).
Tra i pascoli d’alta quota, dorati e circondati dalle cime imbiancate dalla prima neve, e i tranquilli borghi della bassa valle, colorati dai caldi raggi solari delle brevi giornate autunnali e impreziositi da manifestazioni golose e ricche di tradizioni rurali
A partire da 36,00 euro pax andata e ritorno
Info: https://www.vigezzinacentovalli.com/esperienze/foliage/

Foliage Oasi Zegna

A ottobre e novembre la conformazione alpina e la varietà botanica dell’Oasi Zegna, che varia da un’altitudine dagli 800 fino a 2.000 metri, è luogo ideale per assistere a questo meraviglioso spettacolo della natura: un’esplosione di sfumature gialle, arancioni, rosse, marroni fino al prugna e al viola. E qui, alla trasformazione del paesaggio con il fogliame degli alberi che cambia tonalità prima di cadere, sono dedicati ben sei speciali weekend di escursioni a contatto con la natura. Al centro delle giornate, le passeggiate con le guide naturalistiche: facili percorsi di circa due ore, adatti anche ai bambini,  nelle faggete del Bosco del Sorriso e tra i boschi ricchi di imponenti castagni della Brughiera.
A pochi km il Sacro monte di Oropa Patrimonio Unesco (anche qui Foliage)
LE ULTIME DATE IN PROGRAMMA 

26 ottobre tra le faggete del Bosco del Sorriso – Bocchetto Sessera (link art Viaggi e link oasi zegna)
Maggiori informazioni e prenotazioni per le escursioni nel BOSCO DEL SORRISO: Over Alp

FOLGIAGE
FOLGIAGE IVE

Tour del foliage Varese

A pochissimi km da Legnano/Milano alcune proposte di Foliage con il “Tour del Foliage”
Parco regionale del Campo dei fiori: area che domina il territorio varesino, coprendo 17 comuni e 2 comunità montane. Qui l’autunno, grazie ai ricchi boschi offre percorsi per il Foliage da fare da soli oppure con guide specializzate (vedi info)
Nei dintorni: Nei pressi del Campo dei fiori potrai esplorare il Sacro Monte di Varese, uno dei 4 siti UNESCO presenti nel nostro territorio

A pochi km, Parco della Quassa: parco affacciato sul lago Maggiore, da Ranco alle Fornaci d’Ispra. Nei dintorni: vi consigliamo una visita al vicino lago di Monate con il suo bel bosco per ammirare il Foliage e raccogliere castagne e funghi(fare attenzione!)

E per finire Foliage ai Laghetasc di Brebbia: è un’area paludosa situata all’interno di un bosco sul motto Pivione (laghetasch, termine dialettale per indicare un laghetto). Durante il periodo autunnale, regala piacevoli fotografie di foliage ed è l’occasione per raccogliere non solo le castagne e funghi,
 Nei dintorni: Il Complesso Monumentale di Torba testimone di una storia millenaria e patrimonio Fai. Foto a cura di @ulissepiana
INFO. https://www.vareseturismo.it/itinerari/tour/tour-del-foliage

La “Festa dei Portoni” a #saglianomicca, Festa di Comunità

La “Festa dei Portoni” a #saglianomicca, Festa di Comunità

Per questo primo scorcio di vacanze con Donatella ed il Fido Aramis, abbiamo “scoperto” la festa dei “Portoni . Una festa “moderna” organizzata dalla #prolocosagliano ed il comune di #saglianomicca, il comune dovè nato #pietromicca ed anche la sua casa natale, è stata oggetto della festa. L’iniziativa ha coinvolto circa 20 portoni e ci ha coinvolto personalmente. Abbiamo degustato quasi tutto in un clima conviviale, di festa ed abbiamo sentito la comunità….

#sagianomicca #prolocosagliano #pietromicca #festadeiportoni #iraccontidienzo #casanatalepietromicca #biella

La festa dei Portoni
Erano anni che ne parlavano, a partire da mio suocero Luciano e mio zio Giuliano i questa festa che coinvolge tutta la Comunità Montana Alto Cervo. E quest’anno non ci siamo fatti scappare l’occasione. Ben organizzata dalla #prolocosagliano ha richiamato un gran numero di visitatori, alcuni dei quali, come noi, venuti da “fuori” . In tantissimi per il Centro paese con famiglie, giovani per degustare le bontà offerte dalla comunità.
Il tema di questa edizione, che varia ogni anno, è stato lo sport.
Ecco che ogni portone, aveva un suo sport “dedicato”: gli arrosticini, pannocchie e birra il Softball, lo Judo: i Cocktails, il Rugby lo gnocco fritto, il ciclismo: gli antipasti, il Tennis(molto diffuso quest’anno a causa effetto Sinner, aveva i Primi. Immancabile il portone degli Alpini collocato nella casa natale di Pietro Micca con l’immancabile Polenta.

Sagliano e Pietro Micca

Sagliano dista dal mio luogo del cuore, San Giuseppe di Casto di #andornomicca dolo 3 km. È un paesino “resiliente” e grazie ad una #prolocosagliano volenterosa composta da tanti giovani, emerge per iniziative su tutta la valle Cervo al punto di togliere il primato ad Andorno Micca, mio paese di “adozione” e comune di domicilio per il Ferragosto Andornese ormai in “discesa”.
Il paese è ben organizzato, c’è un bel centro storico, alcune chiese tra le quali spicca la prepositurale San Giacomo e Stefano in stile rococo’-neoclassico.

Sagliano è nota in Italia per aver dato alla luce Pietro Micca.

Nato il 6 marzo 1677 a Sagliano, Pietro Micca morì a Torino il 30 agosto 1706. Viene ricordato come patriota ed eroe dell’esercito sabaudo: nella notte tra il 29 e il 30 agosto 1706, infatti, perse la vita per salvare una Torino assediata dalle truppe francesi.

La casa in cui Pietro Micca nacque si trova nel comune di Sagliano Micca ed è composta da due sale che accolgono cimeli e ricordi dell’eroe.

Il Ricetto di Candelo a due passi dalle grandi città

Il Ricetto di Candelo a due passi dalle grandi città

Ho visitato ripetutamente il Ricetto di Candelo, a due passi dalla mia casa di San Giuseppe di Casto. La struttura fortificata dell’anno Mille, è un esempio di solidarietà civile nel senso che qui venivano raccolti beni dei cittadini per evitare attacchi dall’esterno. La rocca composta da circa 200 abitazioni storiche, dista solo 85 km da Legnano (110 da Milano e da Torino)…

#ricettodicandelo #biella #legnano #milano #torino @iviaggidienzo #iviaggidienzo #candelo #savoia #ferrero #palazzoferrero

Il Ricetto di Candelo
A due passi dalla mia casa di San Giuseppe di Casto a pochi km da Biella, esiste il Ricetto di Candelo. Nel mio ruolo di “Ambassador” mi piace proporlo per una gita “fuori porta”( 85 km da Legnano (110 da Milano…)). Il Ricetto è uno dei “Borghi più belli d’Italia”. A livello architettonico è un borgo con mura imponenti dove sono racchiuse circa 200 case/abitazioni storiche tipiche (dai tetti, alcuni dei quali con la pietra “scura” tipica del biellese alle mura di pietra a vista, nonché le “volte” a vista delle cantine. Mi affascinano le Mura risalenti, come tutta la struttura, al 998 d.c.. Passeggiare in questo borgo è come fare un viaggio/tuffo nel passato. A volte, quando lo visito/tiamo fuori da eventi affollati, sembra di sentire il mormorio degli abitanti, che qui hanno capito la solidarietà. Qui infatti venivano conservate le derrate alimentari di tutta la comunità per evitare, ed era tipico, che venissero “rubate” dalle popolazioni esterne. Qui c’era la cappella dove i cattolici pregavano, una struttura dove si “educava” la popolazione, qui c’era uno spazio per la sicurezza dei contradaioli ed il controllo da parte del delegato. Insomma una piccola comunità…Un esempio da prendere a modello per il “bene” comune

Architettura

Ricetto di Candelo è un complesso architettonico di epoca medievale situato a Candelo, in Piemonte.

Il ricetto è in genere una struttura fortificata protetta all’interno di un paese dove si accumulavano i beni (foraggi, vini, etc.) del signore locale o della popolazione e dove, occasionalmente, si ritirava la popolazione stessa in caso di attacchi dall’esterno. Quello di Candelo è uno degli esempi meglio conservati di questo tipo di struttura medievale presente in diverse località del Piemonte ed in alcune zone dell’Europa centrale. Sorge nel comune di Candelo, in provincia di Biella.

Al pari di altri ricetti, quello di Candelo non risulta essere mai stato destinato a uso di abitazione stabile. Tuttavia, al pari di altri – per le sue origini economiche, storiche, collettive e democratiche ante-litteram – è stato oggetto di approfonditi studi storici ed architettonici. In virtù della sua posizione, da esso si gode una vista panoramica sull’intero comprensorio delle Prealpi biellesi, a nord, e verso il Baraggione (vedi Riserva naturale orientata delle Baragge) in direzione sud.

La storia

La data di avvio della sua edificazione non è determinabile con esattezza, anche se la prima citazione conosciuta di Candelo, nella sua antica denominazione Canderium, risale all’anno 988, in un documento in cui Ottone III ne conferma il possesso al feudatario Manfredo, salvo poi, l’anno successivo, conferire il borgo al feudo facente capo alla Chiesa vercellese . Il Ricetto fu costruito, su terreni concessi dei Vialardi di Villanova, tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, mentre ne è certa l’esistenza nell’anno 1374, quando la comunità di Candelo fece atto di dedizione spontanea a casa Savoia. La struttura è quasi interamente cinta da mura, con torri cilindriche agli angoli, a esclusione del lato meridionale, dove nel 1819 è stato costruito il palazzo comunale, in uno stile neoclassico decisamente stridente con tutta la parte più antica. L’unica possibilità di accesso era data da una massiccia torre di forma parallelepipeda in massi squadrati nella parte inferiore e in mattoni nella parte superiore, con due aperture verso l’esterno, una più grande per i carri e una più piccola per i pedoni, chiuse da altrettanti ponti levatoi.

Ai primi del XVI secolo, modificando e sopraelevando le cellule preesistenti, Sebastiano Ferrero, feudatario del luogo dal 1496, su investitura del duca Filippo II di Savoia Senzaterra, fece costruire la propria abitazione, di fatto una torre fortificata, che costituisce l’edificio più elevato del ricetto ed è comunemente nota come casa del Principe. Nel 1499 Ferrero, che in virtù del suo ruolo di feudatario poteva vantare diritti, redditi e giurisdizioni, reputando inadeguata la misura del focatico corrispostogli dai candelesi, accampò pretese sul ricetto. Tuttavia, la sua richiesta fu ricusata dai giudici chiamati a esprimersi sulla disputa.

Cosa si conserva?

Il Torchio
La matrice contadina del complesso di Candelo – e la testimonianza diretta del fatto come esso fosse stato destinato nell’antichità a deposito collettivo di prodotti agricoli, in particolare vinicoli (stante la particolare vocazione della zona), quasi sorta di cantina sociale ante litteram – è data dalla presenza, in una delle cantine, di un enorme torchio per la pigiatura delle uve. Le dimensioni di tale torchio suggeriscono chiaramente trattarsi di uno strumento utilizzato da tutta la comunità per far fronte a necessità evidentemente anche lunghe nel corso del tempo.

I caratteristici tetti rossi del Ricetto
Il ricetto è composto da circa duecento edifici con i caratteristici tetti rossi, denominati cellule che occupano un’area di circa 13.000 m2 dalla forma pentagonale e con un perimetro di circa 470 metri. Misura circa 110 metri di larghezza per 120 metri di lunghezza. Il complesso è attraversato da strade, definite con evidente francesismo rue: si tratta in particolare di cinque rue in direzione estovest, intersecate da due ortogonali.

Le mura
La struttura è quasi interamente cinta da mura, con torri cilindriche agli angoli, a esclusione del lato meridionale, dove nel 1819 è stato costruito il palazzo comunale, in uno stile neoclassico decisamente stridente con tutta la parte più antica.

Info:
dove bere/mangiare/parcheggio
Bere: Per un ottimo caffe e/o colazione Bar Caffetteria del Ricetto – Piazza Castello (buoni prezzi e ottimi “Torcetti”)

Mangiare: Bar La Torre – Piazza Castello – Panini tipici con prodotti Biellesi – Vino e aperitivi- Da provare
Parcheggi no problem. Se di giorni feriali il parcheggio in piazza offre un 100 posti circa, mentre nei festivi meglio parcheggio in centro oppure presso chiesa – Via Mulini area camper (io lo trovo sempre li) oppure Via Sebastiano – Centro-Centro)(mappa)

We nel Biellese e dintorni: tra food, camminate, lago e cultura

We nel Biellese e dintorni: tra food, camminate, lago e cultura

We ricco questo di fine giugno nel biellese e dintorni. Iniziamo venerdi sera con la bella festa al #montanafold, un B&B a #mottalciata a sud di #biella. Sabato bisogno di relax: ci portiamo al #lagosirio a due passi da Biella, Ivrea (To). Il lago è incastonato tra le prealpi biellesi e valdostane ed ha una vista su tutto l’arco alpino con il suo castello affacciato sul lago (privato). Domenica passeggiata rilassante con la famiglia: da Sant’Antonio di Selve ( a quattro km da casa mia) fino a Pettinengo lungo la provinciale con tappa al “quadretto” storica trattoria. E poi, un po’ di musica classica al Monastero-Priorato Cliniecense SS. Pietro e Paolo a Castelletto…Insomma un we tra natura, cultura e relax…

Un we a due passi da noi

Come già detto più volte, uno dei miei /nostri luoghi del cuore è San Giuseppe di Casto a 90 km dall’Altomilanese. Cento anime, tanto verde, campane che ti svegliano al mattino e poi ritocchi ogni quarto d’ora. Relax totale. Comunque da qui, è possibile fare passeggiate. Ecco che tenendo come base, la nostra casa, ma potrebbe essere anche il  B&B degli Eremiti, la mia/ns proposta realizzata in questo we e suggerita a Voi. Di prima mattina si puo’ salire alle Case Massocco da dove ci si puo’ “infilare” su Monte Casto da dove si ha una vista a 360° sulla valle Cervo. Poi nel pome/sera, un salto nella brughiera-bassa, a Mottalciata al Montana Fold gestito dalla Società Agricola Montana che alleva bovini di razza highland scozzesi, coltiva riso D.O.P. della Baraggia Biellese e Vercellese e produce vino Nebbiolo DOC. Qui si puo’ pranzare/cenare tipico “Cowboy” ed ascoltare musica Country ( ma anche west-cost) ad un prezzo accessibile. da provare!

Lago Sirio
Con questo caldo insopportabile, la “bassa” o anche San Giuseppe diventa/no insopportabile. Allora la proposta del sabato: Il #lagosirio. E’ vero che è a qualche km da Andorno, siamo in provincia di #ivrea, ma vale la pena di affrontare i 36km ed in mezzora sembra di stare al mare( un po troppo!).

Qui ci sono diversi stabilimenti balneari(Chalet Moio), bar(ristoro-bar Cigni) o chioschetti. Lasciata l’auto nell’ex area camper, per stare tranquilli, in due minuti si ha diversa scelta di dove fermarsi.

A due passi dal lago oppure nel bosco dove ci sono “isole” attrezzate (purtroppo qualcuna distrutta da qualche incivile. Purtroppo!).

Il Lago Sirio è compreso nella regione alpina a cavallo tra i comuni di Chiaverano ed Ivrea, nella parte Nord dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.La bellezza del luogo costituisce la peculiarità principale: il lago è stato designato dalla Regione Piemonte come luogo di rilevante interesse ambientale ed è uno dei pochi laghi balneabili del territorio. Da provare!

Passeggiate nella natura
Si puo’ passeggiare nella natura senza fare grandi sforzi. Allora dalla mia casa, di San Giuseppe, si puo’ fare una passeggiata, molto utilizzata dai “locali” che va dalla Chiesa di Sant’Antonio fino a Pettinengo (sei km circa). Ma noi che eravamo stanchi della giornata al Lago Sirio, abbiamo preferito fermarci al “Quadretto e fare solo 4km. Lasciata l’auto a davanti alla Chiesetta Sant’Antonio di Marcone ci si puo’ utilizzare sia la strada provinciale sia il sentiero nei boschi. Qui ci sono castagni, faggi e betulle e si “respira” Si attraversa Selve Marconi, ora in “dismissione” senza nemmeno un bar o attività Commerciale. Si prosegue da una delle due strade/sentiero e in men che non si dica, si arriva al “Quadretto”. E’ una trattoria storica ed è nota per fare comunità. In passato è stato un riferimento per i “partigiani” che con il loro impegno ci hanno assicurato la democrazia e libertà . Il tutto è inciso su una targa posta all’ingresso del locale.

Il Priorato Cluniacene di SS Pietro e Paolo
Il we non poteva concludersi senza una visita culturale. Io e Donatella conosciamo bene il territorio del Biellese e siamo sempre alla scoperta di nuove location. E tra i tanti eventi della domenica, calda di giugno, abbiamo scoperto questa chicca in località Castelletto Cervo (BI) . Ci è piaciuto, oltre alla bellezza del Monastero, anche l’evento. In particolare domenica si sono esibiti i “Musici di varese” quattro giovani adel nostro territorio che si sono esibiti ad altissimo livello.

Il priorato cluniacense dei S.S. Pietro e Paolo di Castelletto Cervo è un monumento unico nel suo genere per il territorio biellese e non solo.

La Chiesa, risalente all’VIII-X secolo, fu ampliata una prima volta in epoca medioevale come monastero cluniacense di S. Pietro alla Garella e successivamente in epoca barocca. Conserva l’originario nartece con 5 campate di volte a crociera.
Dal 2009 il monastero ed il suo territorio sono oggetto di uno studio archeologico, architettonico e storico-artistico svolto dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”.