Legnano pedala verso il futuro: il successo di “Bici in Comune” tra storia, comunità e mobilità dolce

23 Giu 2026

Un intero fine settimana dedicato alla sostenibilità e all’identità cittadina. Il racconto delle pedalate urbane alla scoperta dei giganti del “Sistema Legnano” e il punto sul futuro della Bicipolitana e del Mobility Management nell’Alto Milanese…

LEGNANO – Ci sono momenti in cui il passato e il futuro di una città si incontrano perfettamente su due ruote. È quello che è accaduto nel fine settimana di sabato 20 e domenica 21 giugno, in cui Legnano ha celebrato la sua iconica tradizione ciclistica e la mobilità sostenibile con il ritorno di “Bici in Comune” e il ricco programma di “Party in Bici”. Un fine settimana intenso, che ha trasformato il centro cittadino – tra il Castello Visconteo, Piazza San Magno e il cortile di Palazzo Malinverni – in un autentico laboratorio a cielo aperto fatto di sport, cultura, aggregazione e profonda riflessione urbanistica.

Cento anni di storia in sella

Il fine settimana ha preso il via sotto il segno della memoria e della grande tradizione manifatturiera. Il cortile di Palazzo Malinverni ha aperto le suas porte alla suggestiva mostra di biciclette storiche e maglie leggendarie dello storico marchio Legnano, capaci di rievocare le imprese dei grandi campioni che hanno reso celebre il caratteristico “verde ramarro” sulle strade di tutto il mondo.

Nel frattempo, Piazza San Magno si è riempita dell’energia dei più giovani con la gimkana ciclistica educativa e gli spettacolari show di freestyle del campione del mondo di bike trial Luca Tombini.

Ma il vero cuore pulsante dell’esperienza condivisa è stato il territorio, vissuto da una prospettiva lenta e consapevole grazie alle pedalate guidate che ho avuto il grande piacere e l’onore di accompagnare in prima persona con “I Racconti di Enzo”.

Più forti della calura: tre tour nella memoria industriale

La risposta della cittadinanza è stata straordinaria. Nonostante la grande “calura” estiva di questi giorni, circa cinquanta ciclisti tra adulti e bambini hanno scelto di “esserci” e di pedalare insieme.

Sabato pomeriggio, partendo dal Castello Visconteo, l’Urban Tour ha seguito la pista ciclabile lungo il fiume Olona. È stata l’occasione per gettare uno sguardo sui progetti di rigenerazione urbana, come l’Ex Macello, e per addentrarsi nelle storie dei grandi capitani d’industria. Domenica è stata la volta dei due Tour di Riqualificazione urbana, partiti da Piazza San Magno per toccare le Gallerie Cantoni (con il suo monumentale telaio Jacquard), l’area Ex-Bernocchi, la Franco Tosi e l’iconico Monumento al Guerriero.

Pedalando di cortile in cortile, abbiamo toccato con mano l’eredità dei grandi mecenati del territorio: i Dell’Acqua, Antonio Bernocchi, Eraldo Krumm, Carlo Juker, i Cantoni e la De Angeli Frua. Storie di uomini e di fabbriche-cattedrali che hanno dato vita al celebre “Paternalismo industriale”, declinato in quel modello unico di welfare e crescita sociale che nel mondo è conosciuto come il “Sistema Legnano”. Le pedalate si sono poi concluse con un gradito momento conviviale in sala Stemmi di Legnano.

Oltre la burocrazia: le riflessioni dei convegni

Se le pedalate hanno celebrato la storia, le tavole rotonde e gli incontri di coordinamento ospitati nella Sala degli Stemmi e nella Sala Consiliare di Palazzo Malinverni hanno affrontato a viso aperto le sfide del presente. Dai dibattiti è emersa una lucida consapevolezza: sebbene la mobilità sostenibile sia un tema ormai maturo, persistono forti resistenze culturali e strutturali sul territorio.

Gli operatori e i Mobility Manager presenti hanno evidenziato una criticità diffusa: il rischio che i piani di spostamento (casa-scuola e casa-lavoro) rimangano chiusi nei cassetti come meri adempimenti burocratici. Per generare una vera svolta di sistema, i convegni hanno tracciato linee d’azione ben precise:

  • Potere decisionale e risorse: La figura del Mobility Manager deve uscire dall’ombra e avere un reale peso nelle scelte urbanistiche dei Comuni, supportata da risorse vincolate.
  • Infrastrutture e Servizi integrati: Le piste ciclabili, da sole, non bastano. Devono essere integrate da servizi fondamentali: velostazioni protette, spogliatoi nelle aziende e sistemi di monitoraggio efficaci.

Sicurezza al centro: È stato lanciato un appello unanime affinché i cantieri e le manutenzioni stradali smettano di seguire un modello “autocentrico” e pongano sempre al centro la sicurezza e la vulnerabilità del pedone e del ciclista

La sinergia dell’Alto Milanese e il valore educativo

I flussi di traffico non si fermano davanti ai confini amministrativi ed è per questo che il dibattito ha visto la partecipazione unita dei rappresentanti di sei Comuni dell’Altomilanese (Legnano, San Giorgio su Legnano, Canegrate, Villa Cortese, Dairago e Busto Garolfo). La parola chiave è stata “sinergia intercomunale”, da attuare attraverso ciclovie di collegamento senza interruzioni e un Trasporto Pubblico Locale che armonizzi gli orari dei bus con le stazioni e i turni di scuole e aziende.

Particolarmente toccante è stato il focus sul valore sociale e pedagogico della mobilità attiva. Come ricordato durante gli incontri, scardinare l’individualismo imperante sulle strade significa educare i ragazzi alla cittadinanza attiva. Scegliere il Pedibus o la bicicletta si trasforma in una vera e propria lezione di educazione civica all’aperto, un modo per riappropriarsi dello spazio pubblico, sviluppare autonomia e riscoprire la socializzazione, migliorando al contempo la salute psicofisica della comunità e abbattendo i livelli di inquinamento del bacino padano.

Un grande lavoro di squadra

Il successo di questa due giorni non nasce dal caso, ma da una profonda sinergia istituzionale e associativa. Un ringraziamento speciale va all’architetto Patrizia della Vedova del Comune di Legnano per la cura e la spinta progettuale, e al sindaco Lorenzo Radice. Grazie alla U.S. Legnanese 1913 e al suo presidente Luca Roveda, custodi instancabili della passione per le due ruote, e ai preziosi Ciceroni Volontari guidati da Valentino Cololmo. Infine, un grande grazie a Jessica, Filippo e ai tantissimi volontari che dietro le quinte hanno dimostrato che quando si fa squadra, il territorio sa vincere la sfida della vivibilità e della sostenibilità.

Edil Sae
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