Bentornati su “I racconti di enzo”. Oggi voglio affrontare un tema che tocca da vicino chiunque viaggi, ma soprattutto chi gestisce l’accoglienza: lo strapotere delle grandi piattaforme di prenotazione online, con Booking.com in prima fila. Il noto imprenditore legnanese, Giuseppe Calini del #welcomehotel , ci dice il suo pensiero anche in conseguenza della chiusura del portale in Turchia. Seguiranno altri Stati? E ci sono alternative?…Seguitemi…

Il caso Turchia: un segnale di rivolta
Non tutti sanno che in alcuni paesi la tensione tra governi e colossi del web è arrivata al punto di rottura. Un caso emblematico è quello della Turchia, dove un tribunale di Istanbul ha ordinato la sospensione delle attività di Booking.com.
La decisione è arrivata in seguito a una causa intentata da Tursab, l’associazione delle agenzie di viaggio turche, che ha accusato il portale di “concorrenza sleale”. Nonostante oltre 13.000 operatori turchi si affidassero alla piattaforma, il governo ha scelto di dare un segnale forte contro un regime di mercato considerato troppo sbilanciato. Booking era già stato sanzionato in passato con una multa di circa 570.000 euro per violazioni delle regole sulla concorrenza. Questo blocco ha avuto ripercussioni immediate: mentre dall’estero è ancora possibile prenotare in Turchia, all’interno del Paese il servizio è limitato, aggiungendo incertezza a un settore turistico già provato da cali significativi di presenze
La voce degli imprenditori: un’alternativa possibile
Ho avuto il piacere di raccogliere la testimonianza di un noto imprenditore di Legnano, Giuseppe Calini titolare del #welcomehotel, un albergo a 4 stelle,che ha espresso chiaramente il suo punto di vista.
Pur riconoscendo l’importanza dei portali online, capisce l’iniziativa turca come un necessario risveglio contro uno strapotere che spesso condiziona pesantemente le scelte degli albergatori senza lasciare loro la possibilità di una fattiva collaborazione. “Molti colleghi si sentono costretti a subire clausole e vincoli rigidi”, spiega l’imprenditore.
Tuttavia, sta emergendo una nuova tendenza: molti operatori, come lui, stanno ricevendo prenotazioni con crescente interesse da altri portali tra cui Expedia.
Perché questo cambiamento?
Rapporto più umano: La ricerca di una collaborazione diretta e meno algoritmica, dove le esigenze della struttura e degli ospiti tornano al centro del dialogo.
Condizioni più vantaggiose: Nuovi accordi che permettono margini migliori per le strutture.
Meno vincoli: Una maggiore libertà gestionale che non “incatena” l’albergatore a un unico distributore.


Conclusioni: seguiranno altri paesi?
La domanda sorge spontanea: il caso turco rimarrà isolato o è l’inizio di una tendenza globale? Certamente, la consapevolezza degli albergatori sta crescendo. Il consiglio per noi viaggiatori resta sempre lo stesso: consultate pure i portali per confrontare, ma provate ogni tanto a contattare direttamente la struttura. Spesso troverete un calore e un trattamento che nessun algoritmo potrà mai offrirvi.
Alla prossima storia su “I racconti di enzo”!











