Sold out al teatro Galleria per “I Promossi Sposi” che volendo enfatizzare ha “promosso” la storica compagnia dialettale facendo accorrere dalla Lombardia tutta, afecionados, giovani (molti) e fan (evergreen). Una sei giorni tutta piena che ha fatto costretto il produttore Chicco Clerici e Mitia, Del Brocco, ad aumentare le date per il secondo round a Legnano di Aprile (prevendite già in corso)…Il motivo del successo: l’amore, la semplicità dei cortili, l’attualità…Ecco com’è andata…

Il mio rapporto con “I Legnanesi”
Il sipario si è alzato, ancora una volta, sul palcoscenico del Teatro Galleria di Legnano, e con esso si è rinnovato un rito, una tradizione, e soprattutto un legame duraturo che va ben oltre la semplice rappresentazione teatrale: quello con I Legnanesi. Una sei giorni iniziata il 3 e che termina l’8 dicembre. Ricordo, come sottolineato da Antonio Provasio sul palco, che lo scorso spettacolo in 156 repliche ha avuto 160.000 spettatori. (quest’anno previste 159 e visto il successo, li supereranno)
Per me, è un’emozione che si rinnova di anno in anno. Ricordo quando, da direttore di Sempionenews, ero solito intervistarli, cogliendo l’adrenalina e le aspettative prima del debutto di una nuova stagione.
Un rapporto di stima e amicizia che, con grande piacere, si è confermato anche in questa attesissima “prima legnanese” de “I Promessi Sposi”, dove ho avuto il privilegio di cogliere ancora una volta la magia di uno spettacolo destinato a lasciare il segno con l’intervista esclusiva a Enrico Dalceri, ovvero la Mabilia!
Una Trama Senza Tempo in Salsa Meneghina
L’ultima fatica della compagnia, magistralmente diretta e rielaborata da Mitia Del Brocco, ha saputo prendere in prestito l’immortale capolavoro manzoniano, trasportandolo con irriverente affetto e sagace attualità nella corte della Teresa e del Giuan, con l’onnipresente Mabilia.
La trama, pur seguendo le linee guida del romanzo originale, si colora delle sfumature della commedia dialettale lombarda. Abbiamo assistito alla disavventura di Renzo e Lucia, che nel mondo de I Legnanesi si trasformano in un pretesto narrativo per toccare temi profondi, vestiti però di risate e malizia. La Monaca di Monza diventa Enrico Dalceri, Antonio Provasio, nei panni di Lucia, Don Rodrigo diventa Italo Giglioli.
Il tutto preparati con proiezione dagli esilaranti commenti e dalle situazioni tipiche del cortile, vero cuore pulsante della comicità della compagnia.(Mancata registrazione atto di matrimonio tra La Teresa e Giuan, per la felicità della Teresa)…


Attualità: I Messaggi dal Palcoscenico
La bellezza de I Legnanesi è la loro capacità di essere contemporanei, pur restando fedeli al loro format. L’adattamento di Mitia Del Brocco non è solo una parodia, ma un vero e proprio specchio dei nostri tempi.
Olimpiadi Milano-Cortina e Mabilia Madrina: La satira de I Legnanesi non risparmia gli eventi di rilievo nazionale e locale. Un passaggio esilarante e scintillante vede la Mabilia vestire i panni di una stravagante e opulenta madrina delle imminenti Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Questo momento non è solo un omaggio al grande evento che coinvolgerà la Lombardia, ma anche una critica affettuosa e pungente sul glamour e le aspettative che circondano i grandi appuntamenti, gestita con l’eccesso e l’ironia tipiche del personaggio.
Il Dialetto come Radice: Uno dei messaggi più forti è la difesa strenua del dialetto. Il milanese-legnanese della Teresa è un monito: le radici culturali non devono morire, sono la nostra identità e il nostro patrimonio, da trasmettere con orgoglio.
Amore Liquido e Fluidità: Con sorprendente modernità, lo spettacolo non teme di affrontare temi come il gender fluid. I Legnanesi dimostrano che la tradizione può e deve dialogare con l’evoluzione sociale, accettando e celebrando la diversità senza preconcetti, ma con l’ironia che li contraddistingue

L’amore: il messaggio della Teresa
Tanti i messaggi o i riferimenti durante lo spettacolo, ma due mi stanno a cuore:
Il Messaggio dell’amore: Il cuore emotivo dello spettacolo pulsa nell’amore inossidabile della Teresa per il suo Giuan. Il titolo stesso, “I Promossi Sposi”, suggerisce il messaggio finale: non c’è bisogno di ritornare ai rigidi schemi del passato o a un matrimonio da favola per essere felici. La vera promozione è l’amore quotidiano, l’impegno e l’affetto che si rinnova ogni giorno, nella semplicità e nella verità dei sentimenti.
Fare del bene. Già in un passaggio del lavoro teatrale appare questo chiodo fisso di Antonio Provasio, la Teresa, e a fine spettacolo prima dei saluti, ha segnalato l’associazione A.s.p.i che si prodiga per il malati del parkinson, tema a me caro perché anche il mio papà Alfredo lo affrontò purtroppo “perdendo”: invito a fare donazioni
Come spesso accade con I Legnanesi, lo spettacolo va oltre il mero divertimento. È un’eccellenza legnanese che usa l’arte popolare per lanciare messaggi di inclusione, tradizione e, soprattutto, tanto amore.


































